Co-founder @ Scaling Tales | The structured process for your personal brand | Helped 40+ founders, execs, tech leads, Fortune 500 spokespeople & TEDx speakers scale their #1 asset: reputation
Questo CEO è passato da 0 a 100 milioni di visualizzazioni in poche settimane e ha chiuso un round Serie A da $15 milioni con 16 dipendenti in soli due ruoli: ingegneri e influencer.
Ultimamente ho approfondito la sua strategia marketing piuttosto controversa, ecco cosa ho scoperto:
LinkedIn vi presento Chungin Lee, 21 anni, guida Cluely, un assistente AI molto discusso che vede e sente schermo e audio dell’utente per suggerire in tempo reale risposte durante riunioni, sales call e conversazioni personali.
Il pay-off è “cheat on everything”.
Lee l’ha preso alla lettera e “bara” anche per il suo personal brand.
Per diffondere i suoi contenuti Lee ha ingaggiato circa 700 adolescenti slovacchi 🇸🇰 con il ruolo di “clippers”, incaricati di produrre decine di migliaia di clip tratte dai suoi podcast e dai video su YouTube.
È una delle prime applicazioni sistematiche del modello da streamer Twitch nel B2B.
Ecco il suo playbook step by step:
1/ Trova i clippers scrollando TikTok/Instagram e fermandosi alle clip ben fatte. Al messaggio “paid clipping opportunity” rispondono nove contatti su dieci.
2/ Paga a CPM: 0$ di fisso e una tariffa prestabilita per ogni mille visualizzazioni.
3/ Segue una sorta di legge di Pareto estremizzata: il top 1% dei clippers gli genera il 99% delle views. Lui si concentra su quelli e inizia a pagarli più degli altri.
4/ Crea abbastanza materiale da “clippare”. Registra almeno due podcast a settimana personalmente + tutti gli influencer nella sua startup producono video.
5/ Non misura il ROI. Le clip costano poco ed è così difficile l’attribuzione che ha smesso di farlo. L’importante, per lui, è che la sua startup diventi inevitabile.
Su questo dice:
“everyone has made a single post that flopped. posting it 699 more times will make sure you get the virality it deserves.”
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La sua strategia è spregiudicata, ma anche efficace.
I social sono un gioco di volume e di ridondanza: quando 700 profili diversi ogni giorno pubblicano migliaia di tue clip in cui mostri il tuo faccione, alla fine ciò che vuoi dire arriva a milioni di persone.
Può piacere, può non piacere, ma è così.
Il messaggio di Lee in questo caso non è “ti vendo un’app AI che può fare questo, questo e quest’altro”.
Il messaggio è “you can cheat on EVERYTHING with AI”.
E con la sua strategia di comunicazione Lee dimostra di essere il primo a capire le potenzialità del cheating.
Lo trovo coerente.
Riccardo
Figata, riesci anche a mandare link della fonte? A mio parere Cluely sta facendo tutto giusto lato marketing, ma bisogna ancora vedere come si muoveranno sul prodotto. Personalmente non l’ho ancora provato perché non mi sento ancora sicuro a dare full agency ad un AI product di questo tipo. Sicuramente però, arriverà il momento in cui diventerà inevitabile abbracciare questo nuovo approccio di fusione quasi totale tra AI e umano, e a quel punto vincerà chi avrà creato più fiducia negli utenti (io per ora son team Cluely)