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Riccardo Demi
Co-founder @ Scaling Tales | The structured process for your personal brand | Helped 40+ founders, execs, tech leads, Fortune 500 spokespeople & TEDx speakers scale their #1 asset: reputation
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July 31, 2025
Questa tiktoker (genio) fa vedere che molti post Linkedin hanno una struttura così prevedibile che anche sostituendo le parole con monosillabi (na-na-na-na-na) si capiscono esattamente il tono di voce e la struttura del post. Video molto carino, ma quindi dobbiamo essere originali nei formati a tutti i costi? Non penso. Ogni piattaforma ha le sue regole, la sua grammatica. La grammatica di Linkedin è così. Chi scrive con quella struttura lì (che usi o meno l’AI) se tocca i tasti giusti può performare molto bene. Da un lato, questa cosa porta al rischio mono-brand. Tutti si assomigliano. Agli occhi di uno che su Linkedin non ci è mai stato sembra una massa indistinta in cui ciascuno dice esattamente la stessa cosa. In verità non è così. Le persone seguono il format e ricamano sul format delle variazioni che spesso sono la cosa importante del post! È come nei generi musicali, nessuno si stupisce che la struttura base del reggaeton sia sempre la stessa. È, appunto, la base del genere. Se scrivi con quel formato Linkedin lì vai virale, ricevi contatti, fai pipeline, networking, ecc. Usarlo, non usarlo: it’s up to you. Chi scrive così sa che è un po’ cringe, ma sa anche che funziona. E sa che c’è sempre un margine di originalità che puoi comunque ricavare, con variazioni del formato, auto-ironia, ecc. L’importante è essere consapevoli che questa grammatica esiste, ha una sua funzione e che è sottile la linea rossa tra l’essere del tutto originali (aka rivoluzionare e innovare la grammatica del social) e tirarsi la zappa sui piedi. E poi copiare oggi non ti impedisce mica di innovare domani, anzi → ShuHaRi 守破離 Riccardo
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July 31, 2025
Discussion about this post
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Lorenzo Asuni
Marketing Director | Fractional CMO Driving Growth and Branding | pMBA | YC '14
28 days ago
Personalmente, il rischio non è il “format da na-na-na”. Il rischio è il pensiero da “na-na-na”. Post vuoti, senza punto di vista, senza un’opinione roba che serve per ingrassare autostima (like o altro) più che a generare contenuto o arricchire. Sono sistemi "stupidi" che hanno regole semplici ed è ovvio che si tende a seguire quello che funziona, non è ovvio per tanti che bisogna lavorare sul "come"..
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Francesco Cuffaro
Consulente finanziario indipendente | Aiuto architetti e progettisti a trasformare i soldi in uno strumento per vivere meglio, non solo per guadagnare di più
28 days ago
E comunque è molto più comprensibile di certi contenuti che vedo…
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Samuele Colosio
30 anni di esperienza nel settore gomma plastica | Marketing - AI 🧑‍🎓 Viaggiatore seriale.
29 days ago
Qua tutti usano chatgpt e non c'è niente di sbagliato. L'errore è il copia-incolla e usare prompt basici e consigliati dai soliti fuffaguru. Siate protagonisti, non spettatori!
[EDIT: trovi tutto accessibile qui https://lnkd.in/e4ckD9rg] Genera 90 hook e 9 draft di post LinkedIn in automatico, partendo da solo 3 post Reddit nella tua nicchia di riferimento (workflow n8n gratuito ⚡️). Nel mio lavoro mi capita di confrontarmi con molti founder B2B che faticano a produrre contenuti. Queste le due lamentele principali: 1. "Non so di cosa parlare", oppure: 2. "Le cose sono queste, non so di cos'ALTRO parlare" (come se ripetersi all'infinito fosse un difetto, invece che un merito, ma vabbè). Bene. Questo workflow AI che ho costruito mentre testavo #n8n è pensato per aiutare proprio questi founder. ========================== Infatti, il tuo target B2B sta già condividendo apertamente i suoi "pain point" su Reddit. Questo vuol dire che puoi usare i loro stessi post per fare ricerca e informare i tuoi contenuti qui su LinkedIn! Ed è semplicissimo farsi ispirare con questo workflow n8n. A partire da **ogni** singolo post Reddit estratto in automatico, otterrai: ✅ 3 idee per post LinkedIn ✅ 3 bozze di post LinkedIn ✅ 30 hook possibili (10 per ogni bozza di post LinkedIn) con un prompt riadattato da quello che aveva condiviso qui Luca Barboni Cosa NON otterrai: ❌ Post ready to go con il tuo tono di voce ❌ Post contestualizzati per la tua geografia di riferimento ❌ Post che fanno trasparire la tua esperienza unica nel settore però è un ottimo tool per fare i compiti a casa. ========================== Per ricevere loom + mini-guida + file .json da importare direttamente nel tuo n8n -> commenta "REDDIT" + connettiti così che te lo possa mandare. È un esperimento, spero utile 🫡
148 comments
April 8, 2025
Ultimamente sto riflettendo molto sulla comunicazione di Serenis, Jet HR, WeRoad. Sono diventate aziende "inevitabili". Per me, l’azienda inevitabile ha queste caratteristiche: 1) Ogni volta che apri il feed del tuo social preferito, la incroci almeno una volta. 2) Comunica un messaggio chiaro e riconoscibile, declinato da angolazioni sempre diverse. 3) Va virale spesso, ma mai per un passo falso o uno scivolone comunicativo. 4) Usa le piattaforme per generare risultati di business - non il contrario. 5) Ha un mix solido tra personal brand (ehm, citofonare Scaling Tales 🛎️) e asset aziendali. Per fare qualche esempio: Serenis, Jet HR, WeRoad… E i loro portavoce → Daniele Francescon & Silvia Wang, Marco Ogliengo, Paolo De Nadai. Se ci pensi, è davvero difficile separare nella nostra mente l’identità di questi brand da quella delle persone che li rappresentano. E so che non è una percezione solo mia: ogni giorno sento lead (CEO, founder, head of marketing del mondo corporate) che sanno cosa dovrebbero fare lato personal brand dei loro dirigenti e mi citano sempre questi nomi qui. “Vorrei gestire il mio personal brand come fa Riccardo Haupt”  “Mi piace come gesticono la comunicazione quelli di Datapizza" In quest’ottica mi sto lanciando per approfondire il concetto di aziende inevitabili: cosa fanno, come funziona la loro strategia, ecc. Aspettatevi contenuti sul tema. Nel frattempo, mi aiuti dicendomi quali sono nel tuo feed le aziende inevitabili? :)
77 comments
June 27, 2025
Cosimo Fini (in arte Guè) è stato il mio artista più ascoltato su Spotify Wrapped per due anni di fila. Questa cosa mi faceva im-paz-zi-re. Non capivo il perché. Lo ascolto, sì (🤷🏼‍♂️), ma non mi sento *così* rappresentato da lui nei miei gusti musicali. Poi ho visto una sua intervista recente e ho capito tutto. Guè dice di partecipare a quasi tutti i featuring (a pagamento) che gli vengono offerti. Parliamo di decine e decine di featuring all’anno, centinaia negli anni. Un singolo featuring non gli garantisce chissà quale visibilità. Ma tra partecipazioni a brani rap, trap, rock, neomelodici, alla fine la sua voce, da qualche parte, la senti sempre. Condivido questo insight pensando ai professionisti di un certo livello che curano il proprio personal brand. Quando vi invitano a parlare in un podcast con 70 ascoltatori mensili, magari non avete molta voglia di partecipare. Il mio consiglio è: andateci lo stesso. La singola partecipazione, in sé, probabilmente non vi darà alcun risultato. Ma se nel tempo continuerete a farlo, vi troverete con un posizionamento diffuso. E sarete, fondamentalmente, inevitabili. Quellibravi™ (tipo la mia marketing crush Cody Schneider) chiamano questa strategia “digital gravity”. Io la chiamo fare come Guè. " [ EDIT: questo post è stato pre-testato su un tool (YC startup) che esegue migliaia di interazioni AI per simulare quanto engagement riceverà il tuo post su LinkedIn. Per saperne di più sul mio esperimento: https://lnkd.in/dnQVspfC ]
31 comments
March 6, 2025