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Riccardo Demi
Co-founder @ Scaling Tales | The structured process for your personal brand | Helped 40+ founders, execs, tech leads, Fortune 500 spokespeople & TEDx speakers scale their #1 asset: reputation
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August 7, 2025
(post lungo su un concetto base per costruire davvero un brand su social media algo-dipendenti) L’utente Pinko Pallo oggi legge un mio post dall’inizio alla fine. Domani ne intercetta un altro nel feed, ma si ferma solo all’hook. La settimana prossima guarda distrattamente una clip che ho pubblicato. Che cosa rimarrà di me nella sua testa? Una sintesi di esposizioni parziali, contenuti scorsi con la coda dell’occhio, impressioni lasciate da un hook riuscito o da un titolo su cui magari non era nemmeno d’accordo. Da parte mia, come creator, non ho gli strumenti per costruire una narrazione lineare, sequenziale, esaustiva. Ma non è (più) quello il gioco. Posso solo mettere in campo un set di stimoli - visivi, verbali, cognitivi - che la piattaforma distribuirà in modo algoritmico. E da lì, la persona esposta agli stimoli costruirà un’immagine e una percezione del mio brand. Dobbiamo tenerlo presente ogni volta che ci affacciamo su LinkedIn, Instagram, Facebook, TikTok: le persone sono lì principalmente per *scrollare*. Da un contenuto all’altro, ininterrottamente. E così, rubo una buzzword dal mondo del web design (🥷) e le cambio di significato perché definisce bene ciò che siamo chiamati a fare: SCROLLYTELLING Ovvero, uno storytelling che tenga conto del deficit di attenzione collettivo, della frammentazione dei contenuti, dell’information overload e della distribuzione basata su un interest graph e non più su un social graph. “OK, ma nel concreto?” Una delle best practice più efficaci che cerco sempre di adottare è introdurre elementi di “ancoraggio”. Piccoli so what, concetti chiave, frasi ricorrenti, CTA e segnali vari che ritornano in tutti i post, anche se molto diversi tra loro. Elementi di microbranding che aiutano a rendere visibile e riconoscibile ciò che è davvero importante nel mio personal brand. Un buon correlativo oggettivo che mi aiuta a tenere a mente questo principio è il dischetto d’oro lanciato con la sonda Voyager. Negli anni ’70 la NASA spedì la sonda Voyager fuori dal sistema solare, sperando che un giorno venisse intercettata da qualche civiltà aliena. Nessuno sapeva se sarebbe arrivata da qualche parte, se si sarebbe persa nel vuoto o se sarebbe esplosa subito dopo il lancio. Ma dentro ci hanno messo un disco dorato che era una specie di “best of” dell’umanità, con dipinti, canzoni, fotografie, saluti in diverse lingue. Il disco è il messaggio vero che noi vogliamo comunicare col nostro personal brand. La navicella è il post che lo trasporta e che di volta in volta cambia. Se riesci a inserire sempre il tuo messaggio vero, anche se il contenuto si perde, viene ignorato o arriva in una galassia lontana dove nessuno ti conosce, non importa, perché quando verrà finalmente intercettato, quel messaggio sarà lì. Anche nell’epoca dello scrollytelling! Riccardo
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August 7, 2025
[EDIT: trovi tutto accessibile qui https://lnkd.in/e4ckD9rg] Genera 90 hook e 9 draft di post LinkedIn in automatico, partendo da solo 3 post Reddit nella tua nicchia di riferimento (workflow n8n gratuito ⚡️). Nel mio lavoro mi capita di confrontarmi con molti founder B2B che faticano a produrre contenuti. Queste le due lamentele principali: 1. "Non so di cosa parlare", oppure: 2. "Le cose sono queste, non so di cos'ALTRO parlare" (come se ripetersi all'infinito fosse un difetto, invece che un merito, ma vabbè). Bene. Questo workflow AI che ho costruito mentre testavo #n8n è pensato per aiutare proprio questi founder. ========================== Infatti, il tuo target B2B sta già condividendo apertamente i suoi "pain point" su Reddit. Questo vuol dire che puoi usare i loro stessi post per fare ricerca e informare i tuoi contenuti qui su LinkedIn! Ed è semplicissimo farsi ispirare con questo workflow n8n. A partire da **ogni** singolo post Reddit estratto in automatico, otterrai: ✅ 3 idee per post LinkedIn ✅ 3 bozze di post LinkedIn ✅ 30 hook possibili (10 per ogni bozza di post LinkedIn) con un prompt riadattato da quello che aveva condiviso qui Luca Barboni Cosa NON otterrai: ❌ Post ready to go con il tuo tono di voce ❌ Post contestualizzati per la tua geografia di riferimento ❌ Post che fanno trasparire la tua esperienza unica nel settore però è un ottimo tool per fare i compiti a casa. ========================== Per ricevere loom + mini-guida + file .json da importare direttamente nel tuo n8n -> commenta "REDDIT" + connettiti così che te lo possa mandare. È un esperimento, spero utile 🫡
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April 8, 2025
Ultimamente sto riflettendo molto sulla comunicazione di Serenis, Jet HR, WeRoad. Sono diventate aziende "inevitabili". Per me, l’azienda inevitabile ha queste caratteristiche: 1) Ogni volta che apri il feed del tuo social preferito, la incroci almeno una volta. 2) Comunica un messaggio chiaro e riconoscibile, declinato da angolazioni sempre diverse. 3) Va virale spesso, ma mai per un passo falso o uno scivolone comunicativo. 4) Usa le piattaforme per generare risultati di business - non il contrario. 5) Ha un mix solido tra personal brand (ehm, citofonare Scaling Tales 🛎️) e asset aziendali. Per fare qualche esempio: Serenis, Jet HR, WeRoad… E i loro portavoce → Daniele Francescon & Silvia Wang, Marco Ogliengo, Paolo De Nadai. Se ci pensi, è davvero difficile separare nella nostra mente l’identità di questi brand da quella delle persone che li rappresentano. E so che non è una percezione solo mia: ogni giorno sento lead (CEO, founder, head of marketing del mondo corporate) che sanno cosa dovrebbero fare lato personal brand dei loro dirigenti e mi citano sempre questi nomi qui. “Vorrei gestire il mio personal brand come fa Riccardo Haupt”  “Mi piace come gesticono la comunicazione quelli di Datapizza" In quest’ottica mi sto lanciando per approfondire il concetto di aziende inevitabili: cosa fanno, come funziona la loro strategia, ecc. Aspettatevi contenuti sul tema. Nel frattempo, mi aiuti dicendomi quali sono nel tuo feed le aziende inevitabili? :)
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June 27, 2025
Cosimo Fini (in arte Guè) è stato il mio artista più ascoltato su Spotify Wrapped per due anni di fila. Questa cosa mi faceva im-paz-zi-re. Non capivo il perché. Lo ascolto, sì (🤷🏼‍♂️), ma non mi sento *così* rappresentato da lui nei miei gusti musicali. Poi ho visto una sua intervista recente e ho capito tutto. Guè dice di partecipare a quasi tutti i featuring (a pagamento) che gli vengono offerti. Parliamo di decine e decine di featuring all’anno, centinaia negli anni. Un singolo featuring non gli garantisce chissà quale visibilità. Ma tra partecipazioni a brani rap, trap, rock, neomelodici, alla fine la sua voce, da qualche parte, la senti sempre. Condivido questo insight pensando ai professionisti di un certo livello che curano il proprio personal brand. Quando vi invitano a parlare in un podcast con 70 ascoltatori mensili, magari non avete molta voglia di partecipare. Il mio consiglio è: andateci lo stesso. La singola partecipazione, in sé, probabilmente non vi darà alcun risultato. Ma se nel tempo continuerete a farlo, vi troverete con un posizionamento diffuso. E sarete, fondamentalmente, inevitabili. Quellibravi™ (tipo la mia marketing crush Cody Schneider) chiamano questa strategia “digital gravity”. Io la chiamo fare come Guè. " [ EDIT: questo post è stato pre-testato su un tool (YC startup) che esegue migliaia di interazioni AI per simulare quanto engagement riceverà il tuo post su LinkedIn. Per saperne di più sul mio esperimento: https://lnkd.in/dnQVspfC ]
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March 6, 2025