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Okay la clip è un po’ tranchant, però fatemelo dire: gli algoritmi social non sono solo un ostacolo.
In realtà svolgono anche un ruolo PROTETTIVO.
Se un post non coinvolge le prime 100-200 persone che lo vedono, l’algoritmo lo “nota” e ne riduce la visibilità.
Può sembrare severo, ma c’è una logica utile dietro:
a) evita che la piattaforma venga inondata da contenuti poco rilevanti
b) ti tutela da una sovraesposizione potenzialmente scomoda, nel caso in cui quel contenuto non sia tra i tuoi migliori
Sì, a volte questa logica penalizza post che avevano del potenziale.
Ma ci risparmia anche di finire sotto i riflettori con un contenuto che magari non rappresenta il nostro standard di qualità.
Attenzione: se scrivi qualcosa di stupido o polarizzante, può comunque diventare virale.
La shitstorm genera engagement, e l’algoritmo non fa distinzioni tra interazioni positive o negative.
Ma per chi crea con intenzione e senza cercare lo scontro, vale la pena vedere l’algoritmo per quello che è: non un nemico da battere, ma un filtro che può anche proteggerci nei momenti in cui pubblichiamo qualcosa di meno efficace.
Una prospettiva un po’ diversa su questi amati/odiati algoritmi, spero utile ✌️