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Riccardo Demi
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May 29, 2025
Non capisco bene in che modo un Social Media “MANAGER” potrebbe servire a Castellina in Chianti e al restante 69% di comuni italiani che hanno meno di 5000 abitanti. Potrebbero aver bisogno di fare comunicazione sui social, ma non so se hanno bisogno di un Social Media MANAGER. Quell’ultima parola è messa lì a caso ma fa una marea di danni. Spesso qui su LinkedIn leggo di SMM che rivendicano: "Non siamo copywriter, né video-editor, né grafici”. Si lamentano, insomma, dei clienti che gli chiedono di ricoprire anche quei ruoli. Perché? Perché loro sono “manager”. {*si chiude il sipario*} Questo approccio secondo me è già questionabile nelle aziende con dei reparti marketing medio-grandi. Idealmente è meglio eliminare tutte le fasi di “management”, gli spazi vuoti che ci sono tra chi decide, chi crea, chi pubblica. I famosi giri di approvazioni ammazza-viralità. Detto ciò capisco che in alcuni contesti il management diventi necessario per coordinare specialisti diversi e mantenere la barra dritta sulla strategia. Ma nelle PMI, nelle micro-imprese, nei negozi di quartiere, nei Comuni come Villafranca d’Asti o Castelsaraceno non ci sarà mai un intero team di comunicazione digitale. E quindi: a che serve un Social Media “MANAGER”? Sarebbe molto meglio trovare un CREATOR factotum che partecipa agli eventi, copre IG, fa la diretta su TikTok, gira delle clip con un cellulare decente, scrive il copy per LinkedIn che viene riciclato come comunicato stampa e si fa aiutare da 10 tool AI gratuiti per fare il tutto in rapidità. Fidatevi: so cosa vuol dire gestire un contenuto social end-to-end. È assolutamente fattibile e, con qualche accortezza, non è affatto il lavoro usurante-peggio-della-miniera di cui vogliono convincervi qui su LinkedIn. Certo, un approccio “Creator”, con una risorsa sola che si occupa di tutta la filiera del contenuto, non darà la costanza e i risultati di una pagina Instagram con 10 persone dietro o di un influencer con 1mln di follower, ma funzionerà. Farà il suo. Sarà proporzionato alle risorse che questi piccoli comuni hanno a disposizione e alle loro esigenze. La domanda vera è: quando parliamo di social media per piccole realtà locali, stiamo cercando manager o creator? Perché fa tutta la differenza del mondo. - p.s. ve la immaginate la Social Media Manager del comune di Tramonti di Sopra che il primo giorno di lavoro esclama solerte “Bene sono pronta! Presentatemi il copy, l’art e il reparto video” 😂
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39 Likes
May 29, 2025
Discussion about this post
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Enrica Fantoni
Managing Partner @ Bruce Clay Europe | Co-Founder @ Bags Parking | Digital Entrepreneur | 20Yrs in Digital Marketing | Ex-Yahoo >> SEO & AI, Content Marketing, Digital Strategy
2 months ago
Assumono un Social Media Manager quando ormai non serve più… siamo sul pezzo!
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Lorenzo Asuni
Marketing Director | Fractional CMO Driving Growth and Branding | pMBA | YC '14
2 months ago
La facilità con cui si fanno cose talmente tanto lentamente che quando vedono la luce sembrano di un'altra epoca è un marchio Made in PA per eccellenza. Mi farei poche domande, la risposta c'è nei tempi di pensiero e di esecuzioni delle iniziative 😉
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Matteo Sorba
Founder presso Calibra - Digital Strategy
3 months ago
16.000 stipendi in più sulle spalle dei contribuenti per ripetere contraddizioni irrisolvibili dell'incapacità gestionale (non comunicativa) che potevano essere sostituiti dalla AI. Invece li metteremo esposti al perché ci vogliano 180gg per un passaporto o perché "la mia pratica non va avanti." Canali nati per sviluppare engagement, non certo assistenza. Quindi creeremo 16.000 casi di sanità mentale per stare dietro alla follia. La verità come sempre è che usiamo la PA come ammortizzatore sociale per influenzare gli indicatori di disoccupazione, perché dire che abbiamo 19% di disoccupazione giovanile è brutto, con questa manovra "facciamo finta" di aver fatto qualcosa. E intanto chi ha figli, lavora e paga le tasse si sobbarca di tutta questa ignoranza (quando va bene) malaffare (quando va male). Basterebbero indicatori e dati per ottenere risposte, ma se la classe dirigenziale italiana fa schifo, provate immaginare quella pubblica. Non si trova un interlocutore strategico nelle aziende, figuratevi nelle PA. Siamo un paese in rovina, alimentato da persone individualiste e gestioni politicizzate. Chi non ha lavorato in PA si astenga dal rispondermi: rischierebbe una brutta figura e non avrò modo di evitare che sia pubblica.
[EDIT: trovi tutto accessibile qui https://lnkd.in/e4ckD9rg] Genera 90 hook e 9 draft di post LinkedIn in automatico, partendo da solo 3 post Reddit nella tua nicchia di riferimento (workflow n8n gratuito ⚡️). Nel mio lavoro mi capita di confrontarmi con molti founder B2B che faticano a produrre contenuti. Queste le due lamentele principali: 1. "Non so di cosa parlare", oppure: 2. "Le cose sono queste, non so di cos'ALTRO parlare" (come se ripetersi all'infinito fosse un difetto, invece che un merito, ma vabbè). Bene. Questo workflow AI che ho costruito mentre testavo #n8n è pensato per aiutare proprio questi founder. ========================== Infatti, il tuo target B2B sta già condividendo apertamente i suoi "pain point" su Reddit. Questo vuol dire che puoi usare i loro stessi post per fare ricerca e informare i tuoi contenuti qui su LinkedIn! Ed è semplicissimo farsi ispirare con questo workflow n8n. A partire da **ogni** singolo post Reddit estratto in automatico, otterrai: ✅ 3 idee per post LinkedIn ✅ 3 bozze di post LinkedIn ✅ 30 hook possibili (10 per ogni bozza di post LinkedIn) con un prompt riadattato da quello che aveva condiviso qui Luca Barboni Cosa NON otterrai: ❌ Post ready to go con il tuo tono di voce ❌ Post contestualizzati per la tua geografia di riferimento ❌ Post che fanno trasparire la tua esperienza unica nel settore però è un ottimo tool per fare i compiti a casa. ========================== Per ricevere loom + mini-guida + file .json da importare direttamente nel tuo n8n -> commenta "REDDIT" + connettiti così che te lo possa mandare. È un esperimento, spero utile 🫡
148 comments
April 8, 2025
Ultimamente sto riflettendo molto sulla comunicazione di Serenis, Jet HR, WeRoad. Sono diventate aziende "inevitabili". Per me, l’azienda inevitabile ha queste caratteristiche: 1) Ogni volta che apri il feed del tuo social preferito, la incroci almeno una volta. 2) Comunica un messaggio chiaro e riconoscibile, declinato da angolazioni sempre diverse. 3) Va virale spesso, ma mai per un passo falso o uno scivolone comunicativo. 4) Usa le piattaforme per generare risultati di business - non il contrario. 5) Ha un mix solido tra personal brand (ehm, citofonare Scaling Tales 🛎️) e asset aziendali. Per fare qualche esempio: Serenis, Jet HR, WeRoad… E i loro portavoce → Daniele Francescon & Silvia Wang, Marco Ogliengo, Paolo De Nadai. Se ci pensi, è davvero difficile separare nella nostra mente l’identità di questi brand da quella delle persone che li rappresentano. E so che non è una percezione solo mia: ogni giorno sento lead (CEO, founder, head of marketing del mondo corporate) che sanno cosa dovrebbero fare lato personal brand dei loro dirigenti e mi citano sempre questi nomi qui. “Vorrei gestire il mio personal brand come fa Riccardo Haupt”  “Mi piace come gesticono la comunicazione quelli di Datapizza" In quest’ottica mi sto lanciando per approfondire il concetto di aziende inevitabili: cosa fanno, come funziona la loro strategia, ecc. Aspettatevi contenuti sul tema. Nel frattempo, mi aiuti dicendomi quali sono nel tuo feed le aziende inevitabili? :)
77 comments
June 27, 2025
Cosimo Fini (in arte Guè) è stato il mio artista più ascoltato su Spotify Wrapped per due anni di fila. Questa cosa mi faceva im-paz-zi-re. Non capivo il perché. Lo ascolto, sì (🤷🏼‍♂️), ma non mi sento *così* rappresentato da lui nei miei gusti musicali. Poi ho visto una sua intervista recente e ho capito tutto. Guè dice di partecipare a quasi tutti i featuring (a pagamento) che gli vengono offerti. Parliamo di decine e decine di featuring all’anno, centinaia negli anni. Un singolo featuring non gli garantisce chissà quale visibilità. Ma tra partecipazioni a brani rap, trap, rock, neomelodici, alla fine la sua voce, da qualche parte, la senti sempre. Condivido questo insight pensando ai professionisti di un certo livello che curano il proprio personal brand. Quando vi invitano a parlare in un podcast con 70 ascoltatori mensili, magari non avete molta voglia di partecipare. Il mio consiglio è: andateci lo stesso. La singola partecipazione, in sé, probabilmente non vi darà alcun risultato. Ma se nel tempo continuerete a farlo, vi troverete con un posizionamento diffuso. E sarete, fondamentalmente, inevitabili. Quellibravi™ (tipo la mia marketing crush Cody Schneider) chiamano questa strategia “digital gravity”. Io la chiamo fare come Guè. " [ EDIT: questo post è stato pre-testato su un tool (YC startup) che esegue migliaia di interazioni AI per simulare quanto engagement riceverà il tuo post su LinkedIn. Per saperne di più sul mio esperimento: https://lnkd.in/dnQVspfC ]
31 comments
March 6, 2025