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Negli anni ’60, Hollywood era già piena di attori che si allenavano con costanza: Clint Eastwood, Paul Newman, James Dean.
Eppure, quando li intervistavano, le risposte erano sempre le stesse:
“Eh ma io sono nato così.”
“È tutto naturale, bevo solo tanto latte.”
“Faccio qualche flessione negli anni bisestili.”
Poi è arrivato Arnold Schwarzenegger, che ha cambiato il contesto culturale rendendo trasparente che:
- il mondo del bodybuilding NON è natural
- ci si allena ogni singolo giorno come dei matti
- si contano i grammi di cibo e i minuti di sonno
- dietro ogni atleta ci sono almeno tre, quattro, cinque persone che lo seguono quasi full-time
Da allora, nessuno nel mondo attori/bodybuilder si sogna più di dire “sono nato così”. Sembrerebbe RIDICOLO.
Anzi, oggi sono proprio l’ossessione, la disciplina e la dedizione le ragioni per cui tante persone seguono quella disciplina.
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Stessa dinamica, altro settore:
La narrazione attorno al personal branding, in questo senso, è ancora ferma agli “anni ’60”.
Vediamo CEO, imprenditori, grandi manager postare clip perfette, testi impeccabili, con una presenza costante su ogni canale e poi dicono: “Sì, sì, faccio tutto da solo.”
Ma davvero vogliamo credere che tutti questi founder, che hanno ottocentomila cose da fare ogni giorno, si mettano lì a girare, tagliare, editare clip, testare nuovi tool, pubblicare, commentare, scrivere… tutto da soli?
Dietro molti dei personal brand più forti che seguite ci sono:
→ SMM
→ copywriter
→ spin doctor
→ video editor
→ content strategist
E va benissimo così.
Solo che oggi non è ancora ok ammettere che dietro al proprio personal brand ci sono metodo, preparazione e altre persone*
E quindi molti omettono questi dettagli, portando avanti il mito dell’effortlessly cool: tutto naturale, tutto fatto al volo, tutto in autonomia.
Va bene così, ognuno fa il proprio gioco.
Ma quando studiate i competitor occhio a non farvi ingannare :)
Riccardo
*paradossalmente è molto più sdoganato nella politica che nel settore privato: nessuno sospetta che i ministri gestiscano le proprie PR/social in autonomia.
Da questo punto di vista temo che l'hype legata all'AI peggiori le cose. Nel momento in cui il "faccio tutto da solo" non regge più, ci vuole poco a giocarsi un "ho ridotto il team del 90% grazie a questi prompt".
Posto che - quantomeno nel mio ambito - quando le cose le fai fare all'AI si vede subito.