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Riccardo Demi
Co-founder @ Scaling Tales | The structured process for your personal brand | Helped 40+ founders, execs, tech leads, Fortune 500 spokespeople & TEDx speakers scale their #1 asset: reputation
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August 21, 2025
Negli anni ’60, Hollywood era già piena di attori che si allenavano con costanza: Clint Eastwood, Paul Newman, James Dean. Eppure, quando li intervistavano, le risposte erano sempre le stesse: “Eh ma io sono nato così.” “È tutto naturale, bevo solo tanto latte.” “Faccio qualche flessione negli anni bisestili.” Poi è arrivato Arnold Schwarzenegger, che ha cambiato il contesto culturale rendendo trasparente che: - il mondo del bodybuilding NON è natural - ci si allena ogni singolo giorno come dei matti - si contano i grammi di cibo e i minuti di sonno - dietro ogni atleta ci sono almeno tre, quattro, cinque persone che lo seguono quasi full-time Da allora, nessuno nel mondo attori/bodybuilder si sogna più di dire “sono nato così”. Sembrerebbe RIDICOLO. Anzi, oggi sono proprio l’ossessione, la disciplina e la dedizione le ragioni per cui tante persone seguono quella disciplina. —•— Stessa dinamica, altro settore: La narrazione attorno al personal branding, in questo senso, è ancora ferma agli “anni ’60”. Vediamo CEO, imprenditori, grandi manager postare clip perfette, testi impeccabili, con una presenza costante su ogni canale e poi dicono: “Sì, sì, faccio tutto da solo.” Ma davvero vogliamo credere che tutti questi founder, che hanno ottocentomila cose da fare ogni giorno, si mettano lì a girare, tagliare, editare clip, testare nuovi tool, pubblicare, commentare, scrivere… tutto da soli? Dietro molti dei personal brand più forti che seguite ci sono: → SMM → copywriter → spin doctor → video editor → content strategist E va benissimo così. Solo che oggi non è ancora ok ammettere che dietro al proprio personal brand ci sono metodo, preparazione e altre persone* E quindi molti omettono questi dettagli, portando avanti il mito dell’effortlessly cool: tutto naturale, tutto fatto al volo, tutto in autonomia. Va bene così, ognuno fa il proprio gioco. Ma quando studiate i competitor occhio a non farvi ingannare :) Riccardo *paradossalmente è molto più sdoganato nella politica che nel settore privato: nessuno sospetta che i ministri gestiscano le proprie PR/social in autonomia.
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August 21, 2025
Discussion about this post
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Marco Valsecchi
Contenuti, comunicazione e community @ Tundr⚡️
7 days ago
Da questo punto di vista temo che l'hype legata all'AI peggiori le cose. Nel momento in cui il "faccio tutto da solo" non regge più, ci vuole poco a giocarsi un "ho ridotto il team del 90% grazie a questi prompt". Posto che - quantomeno nel mio ambito - quando le cose le fai fare all'AI si vede subito.
[EDIT: trovi tutto accessibile qui https://lnkd.in/e4ckD9rg] Genera 90 hook e 9 draft di post LinkedIn in automatico, partendo da solo 3 post Reddit nella tua nicchia di riferimento (workflow n8n gratuito ⚡️). Nel mio lavoro mi capita di confrontarmi con molti founder B2B che faticano a produrre contenuti. Queste le due lamentele principali: 1. "Non so di cosa parlare", oppure: 2. "Le cose sono queste, non so di cos'ALTRO parlare" (come se ripetersi all'infinito fosse un difetto, invece che un merito, ma vabbè). Bene. Questo workflow AI che ho costruito mentre testavo #n8n è pensato per aiutare proprio questi founder. ========================== Infatti, il tuo target B2B sta già condividendo apertamente i suoi "pain point" su Reddit. Questo vuol dire che puoi usare i loro stessi post per fare ricerca e informare i tuoi contenuti qui su LinkedIn! Ed è semplicissimo farsi ispirare con questo workflow n8n. A partire da **ogni** singolo post Reddit estratto in automatico, otterrai: ✅ 3 idee per post LinkedIn ✅ 3 bozze di post LinkedIn ✅ 30 hook possibili (10 per ogni bozza di post LinkedIn) con un prompt riadattato da quello che aveva condiviso qui Luca Barboni Cosa NON otterrai: ❌ Post ready to go con il tuo tono di voce ❌ Post contestualizzati per la tua geografia di riferimento ❌ Post che fanno trasparire la tua esperienza unica nel settore però è un ottimo tool per fare i compiti a casa. ========================== Per ricevere loom + mini-guida + file .json da importare direttamente nel tuo n8n -> commenta "REDDIT" + connettiti così che te lo possa mandare. È un esperimento, spero utile 🫡
148 comments
April 8, 2025
Ultimamente sto riflettendo molto sulla comunicazione di Serenis, Jet HR, WeRoad. Sono diventate aziende "inevitabili". Per me, l’azienda inevitabile ha queste caratteristiche: 1) Ogni volta che apri il feed del tuo social preferito, la incroci almeno una volta. 2) Comunica un messaggio chiaro e riconoscibile, declinato da angolazioni sempre diverse. 3) Va virale spesso, ma mai per un passo falso o uno scivolone comunicativo. 4) Usa le piattaforme per generare risultati di business - non il contrario. 5) Ha un mix solido tra personal brand (ehm, citofonare Scaling Tales 🛎️) e asset aziendali. Per fare qualche esempio: Serenis, Jet HR, WeRoad… E i loro portavoce → Daniele Francescon & Silvia Wang, Marco Ogliengo, Paolo De Nadai. Se ci pensi, è davvero difficile separare nella nostra mente l’identità di questi brand da quella delle persone che li rappresentano. E so che non è una percezione solo mia: ogni giorno sento lead (CEO, founder, head of marketing del mondo corporate) che sanno cosa dovrebbero fare lato personal brand dei loro dirigenti e mi citano sempre questi nomi qui. “Vorrei gestire il mio personal brand come fa Riccardo Haupt”  “Mi piace come gesticono la comunicazione quelli di Datapizza" In quest’ottica mi sto lanciando per approfondire il concetto di aziende inevitabili: cosa fanno, come funziona la loro strategia, ecc. Aspettatevi contenuti sul tema. Nel frattempo, mi aiuti dicendomi quali sono nel tuo feed le aziende inevitabili? :)
77 comments
June 27, 2025
Cosimo Fini (in arte Guè) è stato il mio artista più ascoltato su Spotify Wrapped per due anni di fila. Questa cosa mi faceva im-paz-zi-re. Non capivo il perché. Lo ascolto, sì (🤷🏼‍♂️), ma non mi sento *così* rappresentato da lui nei miei gusti musicali. Poi ho visto una sua intervista recente e ho capito tutto. Guè dice di partecipare a quasi tutti i featuring (a pagamento) che gli vengono offerti. Parliamo di decine e decine di featuring all’anno, centinaia negli anni. Un singolo featuring non gli garantisce chissà quale visibilità. Ma tra partecipazioni a brani rap, trap, rock, neomelodici, alla fine la sua voce, da qualche parte, la senti sempre. Condivido questo insight pensando ai professionisti di un certo livello che curano il proprio personal brand. Quando vi invitano a parlare in un podcast con 70 ascoltatori mensili, magari non avete molta voglia di partecipare. Il mio consiglio è: andateci lo stesso. La singola partecipazione, in sé, probabilmente non vi darà alcun risultato. Ma se nel tempo continuerete a farlo, vi troverete con un posizionamento diffuso. E sarete, fondamentalmente, inevitabili. Quellibravi™ (tipo la mia marketing crush Cody Schneider) chiamano questa strategia “digital gravity”. Io la chiamo fare come Guè. " [ EDIT: questo post è stato pre-testato su un tool (YC startup) che esegue migliaia di interazioni AI per simulare quanto engagement riceverà il tuo post su LinkedIn. Per saperne di più sul mio esperimento: https://lnkd.in/dnQVspfC ]
31 comments
March 6, 2025