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Riccardo Demi
Co-founder @ Scaling Tales | The structured process for your personal brand | Helped 40+ founders, execs, tech leads, Fortune 500 spokespeople & TEDx speakers scale their #1 asset: reputation
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June 20, 2025
Le agenzie tradizionali perdono un sacco di tempo dietro il tone of voice del cliente. Il problema è che provano a stabilirlo con un approccio top down. “Allora sì, per Giulia potremmo costruire un tono fresh, ma anche un po’ spicy…” No. In Scaling Tales curiamo il tono di voce in maniera emergente, bottom up. Ascolti il cliente parlare *davvero* e provi a replicare il modo in cui parla *davvero* Poi, cerchi feedback, dal cliente e dagli algoritmi. Se funziona, tieni. Altrimenti, modifichi. Dopo questo passaggio adatti il tono di voce alla grammatica del social che vuoi usare e il gioco è fatto. Tono di voce reale + rispetto della grammatica del social = tutto quello che ti serve fare inizialmente per promuovere il messaggio (parlando del COME comunichi, non del COSA). Poi col tempo aggiungi considerazioni dettagliate su format, hook, CTA, media, ecc. Ma per partire basta questo: un profondo rispetto per il cliente e per il canale su cui si comunica. Non c’è bisogno di farsi ulteriori castelli mentali. 👉 Riccardo p.s. clip presa da una puntata di prossima uscita su FUTURO media, di Giuseppe Pasquariello
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June 20, 2025
Discussion about this post
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Lorenzo Ferrari
CEO @Mirai Bay | Managing Partner @Therapsy | EXIT @Ochain
2 months ago
- Stai semplificando una questione complessa, riducendola a una formula banale. - Il tono di voce, quando si parla di brand, non è solo replicare ciò che dice il cliente, ma un processo che abbraccia molti più player coinvolti (in ottica bottom-up, sì, ma questo è ovvio). - L'idea del team dell'agenzia chiuso in una stanza che fa quello che dici è a dir poco superato. - Adattare il tono alla grammatica del social è solo una parte del processo. - Dire che basta "modificare se non funziona" puoi farlo solo con progetti piccoli, se non vuoi prendere tante sberle dal mercato, oltre che dal cliente (che è diverso dal "testare"). - La comunicazione efficace non è questione di adattamenti veloci, ma di lavoro continuo su contenuti strategici e misurabili.
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Elisa Borrelli
AI Specialist | Prompter | Digital Innovator | Artificial Intelligence Strategist | GenAI Coach | Canada Lover 🍁
2 months ago
è fresh però è spicy ahaha lo adotterei anche io come concept Cmq per le Aziende che non fanno comunicazione, tra l'altro, "questa cosa dei social" e del "mondo digitale" viene appiattita: anche in modo contro producente, lo stesso post viene pubblicato a tappeto IG -> FB -> LINKEDIN Fortunatamente non va fatto così Sul tono è bello poter giocare su LinkedIn cercando di far emergere quella sfumatura che caratterizza il modo di approcciarsi al settore dell'Imprenditore/CEO del caso (lo si vede da come ti spiega i suoi processi o dietro le quinte, per farti capire)
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Giuseppe Macchia
Fractional Growth Marketing Manager | Advisor in Growth strategy | ex Head of growth @Mirai Bay
2 months ago
Grazie per la menzione Riccardo Demi!
[EDIT: trovi tutto accessibile qui https://lnkd.in/e4ckD9rg] Genera 90 hook e 9 draft di post LinkedIn in automatico, partendo da solo 3 post Reddit nella tua nicchia di riferimento (workflow n8n gratuito ⚡️). Nel mio lavoro mi capita di confrontarmi con molti founder B2B che faticano a produrre contenuti. Queste le due lamentele principali: 1. "Non so di cosa parlare", oppure: 2. "Le cose sono queste, non so di cos'ALTRO parlare" (come se ripetersi all'infinito fosse un difetto, invece che un merito, ma vabbè). Bene. Questo workflow AI che ho costruito mentre testavo #n8n è pensato per aiutare proprio questi founder. ========================== Infatti, il tuo target B2B sta già condividendo apertamente i suoi "pain point" su Reddit. Questo vuol dire che puoi usare i loro stessi post per fare ricerca e informare i tuoi contenuti qui su LinkedIn! Ed è semplicissimo farsi ispirare con questo workflow n8n. A partire da **ogni** singolo post Reddit estratto in automatico, otterrai: ✅ 3 idee per post LinkedIn ✅ 3 bozze di post LinkedIn ✅ 30 hook possibili (10 per ogni bozza di post LinkedIn) con un prompt riadattato da quello che aveva condiviso qui Luca Barboni Cosa NON otterrai: ❌ Post ready to go con il tuo tono di voce ❌ Post contestualizzati per la tua geografia di riferimento ❌ Post che fanno trasparire la tua esperienza unica nel settore però è un ottimo tool per fare i compiti a casa. ========================== Per ricevere loom + mini-guida + file .json da importare direttamente nel tuo n8n -> commenta "REDDIT" + connettiti così che te lo possa mandare. È un esperimento, spero utile 🫡
148 comments
April 8, 2025
Ultimamente sto riflettendo molto sulla comunicazione di Serenis, Jet HR, WeRoad. Sono diventate aziende "inevitabili". Per me, l’azienda inevitabile ha queste caratteristiche: 1) Ogni volta che apri il feed del tuo social preferito, la incroci almeno una volta. 2) Comunica un messaggio chiaro e riconoscibile, declinato da angolazioni sempre diverse. 3) Va virale spesso, ma mai per un passo falso o uno scivolone comunicativo. 4) Usa le piattaforme per generare risultati di business - non il contrario. 5) Ha un mix solido tra personal brand (ehm, citofonare Scaling Tales 🛎️) e asset aziendali. Per fare qualche esempio: Serenis, Jet HR, WeRoad… E i loro portavoce → Daniele Francescon & Silvia Wang, Marco Ogliengo, Paolo De Nadai. Se ci pensi, è davvero difficile separare nella nostra mente l’identità di questi brand da quella delle persone che li rappresentano. E so che non è una percezione solo mia: ogni giorno sento lead (CEO, founder, head of marketing del mondo corporate) che sanno cosa dovrebbero fare lato personal brand dei loro dirigenti e mi citano sempre questi nomi qui. “Vorrei gestire il mio personal brand come fa Riccardo Haupt”  “Mi piace come gesticono la comunicazione quelli di Datapizza" In quest’ottica mi sto lanciando per approfondire il concetto di aziende inevitabili: cosa fanno, come funziona la loro strategia, ecc. Aspettatevi contenuti sul tema. Nel frattempo, mi aiuti dicendomi quali sono nel tuo feed le aziende inevitabili? :)
77 comments
June 27, 2025
Cosimo Fini (in arte Guè) è stato il mio artista più ascoltato su Spotify Wrapped per due anni di fila. Questa cosa mi faceva im-paz-zi-re. Non capivo il perché. Lo ascolto, sì (🤷🏼‍♂️), ma non mi sento *così* rappresentato da lui nei miei gusti musicali. Poi ho visto una sua intervista recente e ho capito tutto. Guè dice di partecipare a quasi tutti i featuring (a pagamento) che gli vengono offerti. Parliamo di decine e decine di featuring all’anno, centinaia negli anni. Un singolo featuring non gli garantisce chissà quale visibilità. Ma tra partecipazioni a brani rap, trap, rock, neomelodici, alla fine la sua voce, da qualche parte, la senti sempre. Condivido questo insight pensando ai professionisti di un certo livello che curano il proprio personal brand. Quando vi invitano a parlare in un podcast con 70 ascoltatori mensili, magari non avete molta voglia di partecipare. Il mio consiglio è: andateci lo stesso. La singola partecipazione, in sé, probabilmente non vi darà alcun risultato. Ma se nel tempo continuerete a farlo, vi troverete con un posizionamento diffuso. E sarete, fondamentalmente, inevitabili. Quellibravi™ (tipo la mia marketing crush Cody Schneider) chiamano questa strategia “digital gravity”. Io la chiamo fare come Guè. " [ EDIT: questo post è stato pre-testato su un tool (YC startup) che esegue migliaia di interazioni AI per simulare quanto engagement riceverà il tuo post su LinkedIn. Per saperne di più sul mio esperimento: https://lnkd.in/dnQVspfC ]
31 comments
March 6, 2025