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"Il post da 200 like e 50.000 impression non vale nulla. Sono tutte vanity metric!!" Ho notato che basta dire questa cosa per ricevere un discreto consenso (e, paradossalmente, un sacco di vanity metrics 😉).
In questi post non si salva nemmeno una delle metriche social più rilevanti.
→ Engagement? Vanity.
→ Impression? Vanity.
→ Follower? Vanity.
È un ragionamento in buona fede e parte da un fondo di verità che ho visto più volte con i miei occhi, sui miei schermi: in ambito B2B, virtualmente ti basta *una* buona “view” per post.
Per assurdo: se il tuo contenuto fa una sola impression, ma quell’impression è legata a un account che rispecchia la tua ICP, che in quel momento sta attivamente cercando soluzioni come la tua… sei a cavallo!
Ti scrive, o gli scrivi tu.
E dopo 2 mesi e altri 4 touchpoint, chiudi il deal, ti presenta altri 2 partner e ti invita pure a fare formazione in azienda.
Sebbene cose come questa succedano più spesso di quanto si pensi, cerco di resistere alla retorica che mette le “vanity metric” al bando.
È vero: le metriche, di per sé, non servono a misurare direttamente l’impatto del tuo personal brand.
Non ti dicono se hai migliorato il tuo posizionamento, comunicato bene un pivot, chiuso un contratto, trovato un cliente, avviato una consulenza, alzato i prezzi.
Ma questo non vuol dire che siano irrilevanti.
🤝 Un buon engagement – numero di like, commenti, condivisioni – genera fiducia in chi li vede. E la fiducia è il prerequisito di qualsiasi relazione professionale. Insomma, duchi e duchesse, purtroppo (così come in ogni landing page che si rispetti) anche al tuo profilo serve social proof.
ENGAGEMENT = SOCIAL PROOF
🤝 Un numero alto di impression, mese dopo mese, ti mette nella testa dei tuoi peers e del tuo target. Anche se non agiscono subito, ti incrociano, ti leggono, ti memorizzano. E magari, un giorno, tornano da te. È mind share pura.
IMPRESSIONS = MIND SHARE
🤝 Una buona base di follower rende tutto più facile: quando pubblichi qualcosa, parti già con una base di persone che ti conosce, ti ascolta, che amplifica il tuo messaggio e lo porta più lontano verso persone che ancora non fanno parte del tuo network.
FOLLOWER BASE = BRAND AMBASSADOR
Queste metriche non misurano il risultato.
Ma aumentano la probabilità che il risultato arrivi.
Insomma, aumentano la probabilità che quella buona “view” dal tuo ICP di cui parlavo prima… accada davvero.
p.s.
Questo post parte dal presupposto che si abbia la sensibilità di capire che inseguire le impression con contenuti non rilevanti per la propria ICP non è nemmeno vanity: è scarsa lucidità mentale. A parità di target, è MEGLIO un contenuto che fa 1 milione di impression rispetto a uno che ne fa 52.
p.p.s
“Social Media is a status game, it can’t not be: it’s human life unfolding online”
— Will Storr
LinkedIn Strategist per C-level, top manager e imprenditori | Consulente LinkedIn | Consulente Personal Branding | LinkedIn Ghostwriter
3 months ago
Inoltre like e impressions alimentano l'ego di chi scrive il post, e non è un male.
Arrivare a scrivere post che "generano risultati" richiede tempo e può capitare di perdere fiducia lungo il percorso.
Ricevere ogni tanto un boost di like dopaminici, rende la cosa più divertente e mantiene viva la motivazione a proseguire.
Fractional Growth Marketing Manager | Advisor in Growth strategy | ex Head of growth @Mirai Bay
3 months ago
“Queste metriche non misurano il risultato.
Ma aumentano la probabilità che il risultato arrivi”
Dovrebbero scriverlo in ogni libro di marketing. È un po’ come campagne performance e campagne di brand.
Ma a livello di personal brand hai una proporzione che segui?