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Riccardo Demi
Co-founder @ Scaling Tales | The structured process for your personal brand | Helped 40+ founders, execs, tech leads, Fortune 500 spokespeople & TEDx speakers scale their #1 asset: reputation
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May 21, 2025
"Il post da 200 like e 50.000 impression non vale nulla. Sono tutte vanity metric!!" Ho notato che basta dire questa cosa per ricevere un discreto consenso (e, paradossalmente, un sacco di vanity metrics 😉). In questi post non si salva nemmeno una delle metriche social più rilevanti. → Engagement? Vanity. → Impression? Vanity. → Follower? Vanity. È un ragionamento in buona fede e parte da un fondo di verità che ho visto più volte con i miei occhi, sui miei schermi: in ambito B2B, virtualmente ti basta *una* buona “view” per post. Per assurdo: se il tuo contenuto fa una sola impression, ma quell’impression è legata a un account che rispecchia la tua ICP, che in quel momento sta attivamente cercando soluzioni come la tua… sei a cavallo! Ti scrive, o gli scrivi tu. E dopo 2 mesi e altri 4 touchpoint, chiudi il deal, ti presenta altri 2 partner e ti invita pure a fare formazione in azienda. Sebbene cose come questa succedano più spesso di quanto si pensi, cerco di resistere alla retorica che mette le “vanity metric” al bando. È vero: le metriche, di per sé, non servono a misurare direttamente l’impatto del tuo personal brand. Non ti dicono se hai migliorato il tuo posizionamento, comunicato bene un pivot, chiuso un contratto, trovato un cliente, avviato una consulenza, alzato i prezzi. Ma questo non vuol dire che siano irrilevanti. 🤝 Un buon engagement – numero di like, commenti, condivisioni – genera fiducia in chi li vede. E la fiducia è il prerequisito di qualsiasi relazione professionale. Insomma, duchi e duchesse, purtroppo (così come in ogni landing page che si rispetti) anche al tuo profilo serve social proof. ENGAGEMENT = SOCIAL PROOF 🤝 Un numero alto di impression, mese dopo mese, ti mette nella testa dei tuoi peers e del tuo target. Anche se non agiscono subito, ti incrociano, ti leggono, ti memorizzano. E magari, un giorno, tornano da te. È mind share pura. IMPRESSIONS = MIND SHARE 🤝 Una buona base di follower rende tutto più facile: quando pubblichi qualcosa, parti già con una base di persone che ti conosce, ti ascolta, che amplifica il tuo messaggio e lo porta più lontano verso persone che ancora non fanno parte del tuo network. FOLLOWER BASE = BRAND AMBASSADOR Queste metriche non misurano il risultato. Ma aumentano la probabilità che il risultato arrivi. Insomma, aumentano la probabilità che quella buona “view” dal tuo ICP di cui parlavo prima… accada davvero. p.s. Questo post parte dal presupposto che si abbia la sensibilità di capire che inseguire le impression con contenuti non rilevanti per la propria ICP non è nemmeno vanity: è scarsa lucidità mentale. A parità di target, è MEGLIO un contenuto che fa 1 milione di impression rispetto a uno che ne fa 52. p.p.s “Social Media is a status game, it can’t not be: it’s human life unfolding online” — Will Storr
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30 Likes
May 21, 2025
Discussion about this post
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Lorenzo Savasta
LinkedIn Strategist per C-level, top manager e imprenditori | Consulente LinkedIn | Consulente Personal Branding | LinkedIn Ghostwriter
3 months ago
Inoltre like e impressions alimentano l'ego di chi scrive il post, e non è un male. Arrivare a scrivere post che "generano risultati" richiede tempo e può capitare di perdere fiducia lungo il percorso. Ricevere ogni tanto un boost di like dopaminici, rende la cosa più divertente e mantiene viva la motivazione a proseguire.
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Giuseppe Macchia
Fractional Growth Marketing Manager | Advisor in Growth strategy | ex Head of growth @Mirai Bay
3 months ago
“Queste metriche non misurano il risultato. Ma aumentano la probabilità che il risultato arrivi” Dovrebbero scriverlo in ogni libro di marketing. È un po’ come campagne performance e campagne di brand. Ma a livello di personal brand hai una proporzione che segui?
[EDIT: trovi tutto accessibile qui https://lnkd.in/e4ckD9rg] Genera 90 hook e 9 draft di post LinkedIn in automatico, partendo da solo 3 post Reddit nella tua nicchia di riferimento (workflow n8n gratuito ⚡️). Nel mio lavoro mi capita di confrontarmi con molti founder B2B che faticano a produrre contenuti. Queste le due lamentele principali: 1. "Non so di cosa parlare", oppure: 2. "Le cose sono queste, non so di cos'ALTRO parlare" (come se ripetersi all'infinito fosse un difetto, invece che un merito, ma vabbè). Bene. Questo workflow AI che ho costruito mentre testavo #n8n è pensato per aiutare proprio questi founder. ========================== Infatti, il tuo target B2B sta già condividendo apertamente i suoi "pain point" su Reddit. Questo vuol dire che puoi usare i loro stessi post per fare ricerca e informare i tuoi contenuti qui su LinkedIn! Ed è semplicissimo farsi ispirare con questo workflow n8n. A partire da **ogni** singolo post Reddit estratto in automatico, otterrai: ✅ 3 idee per post LinkedIn ✅ 3 bozze di post LinkedIn ✅ 30 hook possibili (10 per ogni bozza di post LinkedIn) con un prompt riadattato da quello che aveva condiviso qui Luca Barboni Cosa NON otterrai: ❌ Post ready to go con il tuo tono di voce ❌ Post contestualizzati per la tua geografia di riferimento ❌ Post che fanno trasparire la tua esperienza unica nel settore però è un ottimo tool per fare i compiti a casa. ========================== Per ricevere loom + mini-guida + file .json da importare direttamente nel tuo n8n -> commenta "REDDIT" + connettiti così che te lo possa mandare. È un esperimento, spero utile 🫡
148 comments
April 8, 2025
Ultimamente sto riflettendo molto sulla comunicazione di Serenis, Jet HR, WeRoad. Sono diventate aziende "inevitabili". Per me, l’azienda inevitabile ha queste caratteristiche: 1) Ogni volta che apri il feed del tuo social preferito, la incroci almeno una volta. 2) Comunica un messaggio chiaro e riconoscibile, declinato da angolazioni sempre diverse. 3) Va virale spesso, ma mai per un passo falso o uno scivolone comunicativo. 4) Usa le piattaforme per generare risultati di business - non il contrario. 5) Ha un mix solido tra personal brand (ehm, citofonare Scaling Tales 🛎️) e asset aziendali. Per fare qualche esempio: Serenis, Jet HR, WeRoad… E i loro portavoce → Daniele Francescon & Silvia Wang, Marco Ogliengo, Paolo De Nadai. Se ci pensi, è davvero difficile separare nella nostra mente l’identità di questi brand da quella delle persone che li rappresentano. E so che non è una percezione solo mia: ogni giorno sento lead (CEO, founder, head of marketing del mondo corporate) che sanno cosa dovrebbero fare lato personal brand dei loro dirigenti e mi citano sempre questi nomi qui. “Vorrei gestire il mio personal brand come fa Riccardo Haupt”  “Mi piace come gesticono la comunicazione quelli di Datapizza" In quest’ottica mi sto lanciando per approfondire il concetto di aziende inevitabili: cosa fanno, come funziona la loro strategia, ecc. Aspettatevi contenuti sul tema. Nel frattempo, mi aiuti dicendomi quali sono nel tuo feed le aziende inevitabili? :)
77 comments
June 27, 2025
Cosimo Fini (in arte Guè) è stato il mio artista più ascoltato su Spotify Wrapped per due anni di fila. Questa cosa mi faceva im-paz-zi-re. Non capivo il perché. Lo ascolto, sì (🤷🏼‍♂️), ma non mi sento *così* rappresentato da lui nei miei gusti musicali. Poi ho visto una sua intervista recente e ho capito tutto. Guè dice di partecipare a quasi tutti i featuring (a pagamento) che gli vengono offerti. Parliamo di decine e decine di featuring all’anno, centinaia negli anni. Un singolo featuring non gli garantisce chissà quale visibilità. Ma tra partecipazioni a brani rap, trap, rock, neomelodici, alla fine la sua voce, da qualche parte, la senti sempre. Condivido questo insight pensando ai professionisti di un certo livello che curano il proprio personal brand. Quando vi invitano a parlare in un podcast con 70 ascoltatori mensili, magari non avete molta voglia di partecipare. Il mio consiglio è: andateci lo stesso. La singola partecipazione, in sé, probabilmente non vi darà alcun risultato. Ma se nel tempo continuerete a farlo, vi troverete con un posizionamento diffuso. E sarete, fondamentalmente, inevitabili. Quellibravi™ (tipo la mia marketing crush Cody Schneider) chiamano questa strategia “digital gravity”. Io la chiamo fare come Guè. " [ EDIT: questo post è stato pre-testato su un tool (YC startup) che esegue migliaia di interazioni AI per simulare quanto engagement riceverà il tuo post su LinkedIn. Per saperne di più sul mio esperimento: https://lnkd.in/dnQVspfC ]
31 comments
March 6, 2025