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Conversazione recente con un ghostwriter in ambito fintech.
Ghost: «Sono 3 mesi che postiamo dal profilo del CEO, ma non succede NULLA.»
Io: «Uhmm, tre mesi non sono tanti, ma i post performano TUTTI male?»
Ghost: «La maggior parte sì, magari te li faccio vedere così mi aiuti a capire cosa non va.»
Io: «Aspetta! Quindi mi stai dicendo che ne avete pubblicati anche alcuni che sono andati bene?»
Ghost: «Sì, un paio.»
Io: «Uhmm, concentriamoci su quelli. Che ne hai fatto dei post che sono andati bene?»
Ghost: «Niente.»
Io: «Beh nel prossimo trimestre prova a fare questo con quelli andati bene…»
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Non c’è bisogno di inventarsi un nuovo contenuto o una rubrica brillante ogni martedì, giovedì e sabato.
Quello che ho consigliato al mio amico è: i post andati male non hanno molto da insegnarti, sono “muti”.
→ Invece se hai un contenuto che è già andato bene, puoi imparare un sacco di cose.
Non farti problemi a riciclarlo.
Ci sono molti modi per farlo:
- Usa la stessa idea, ma cambia l’hook
- Usa lo stesso hook, ma modifica l’idea
- Usa lo stesso post, ma cambia formato o media
- Estrai una quote e costruisci un post attorno
- Parti da un commento ricevuto e rispondi con un post
In altre parole:
Repurposing, intelligente e su più variabili.
È così che i veterani di ogni social media vanno avanti per interi lustri senza andare in burnout e continuando a imparare da quello che pubblicano.
Spero utile ✌️
Psicologo della Comunicazione e del Marketing, Content Creator, SMM
2 months ago
Verissimo, il repurposing è troppo spesso ignorato, se fatto bene può portare risultati fuori dal comune.
Secondo me potrebbe essere anche a causa dell'effetto spotlight: si pensa sempre che gli altri si ricordino precisamente il messaggio che abbiamo pubblicato e quindi ci si sente in dovere di inventare qualcosa di nuovo ogni volta.