Co-founder @ Scaling Tales | The structured process for your personal brand | Helped 40+ founders, execs, tech leads, Fortune 500 spokespeople & TEDx speakers scale their #1 asset: reputation
Conversazione recente con CMO di un gruppo B2B da ~40M€ di fatturato.
CMO: «Ci interessa il servizio di personal brand. Lo proporrei a 2 dei 3 CEO del gruppo.»
Io: «Perfetto. Per curiosità, perché due su tre?»
CMO: «Perché al terzo non vogliamo far cambiare provider un’altra volta.»
Io: «Ah… perché dici un’ALTRA volta?»
CMO: «Perché prima per il suo personal brand ci affidavamo a un freelance. Bravissimo, eh, però passavamo troppo tempo a fare avanti e indietro per approvare i contenuti.»
Io: «Chiaro. E ora?»
CMO: «Ora ci siamo affidati a un’agenzia grande che ci segue già su tante altre cose.»
Io: «Vi trovate bene?»
CMO: «Siamo molto contenti perché non dobbiamo più perdere tempo in approvazioni, ci consegnano un excel al mese con i contenuti dentro.»
Io: «Chiaro. Ma allora perché non fate gestire a quest’agenzia anche gli altri due executive?»
CMO: «Perché i contenuti non funzionano e sono tutti uguali.»
Io:
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🙂
Morale della favola di questa conversazione:
Nel personal brand c’è un tradeoff tra qualità e coinvolgimento.
Ovvio: passare ore ad approvare contenuti non funziona. La gestione di un canale social deve essere leggera e sostenibile nel tempo.
Ma rimuoversi troppo dal processo è il modo più veloce per comunicare qualcosa che NON ti rappresenta e che NON funziona sulle piattaforme.
La qualità richiede un po’ di tempo.
Un buon supporto non ti obbliga a ore di call, ma nemmeno lascia che tu approvi tutto senza farti due domande.
(P.S. In Scaling Tales abbiamo quantificato che lo “sweet spot” per chi delega il suo personal brand è ~1h a settimana di coinvolgimento, anche in asincrono.)