Co-founder @ Scaling Tales | The structured process for your personal brand | Helped 40+ founders, execs, tech leads, Fortune 500 spokespeople & TEDx speakers scale their #1 asset: reputation
Consiglio a chiunque sia immerso nell’operatività imprenditoriale di prendersi 15 secondi per scannerizzare e memorizzare questo post. Molto bello. Molto vero.
(Parola stanca su LinkedIn, ma qui si applica.)
Parlando del co-founder non tecnico della sua startup in fallimento, Jan scrive:
> “I’m jealous of the brand. He has one. I don’t.”
E poi ancora:
> “Looking back, I wish I had spent more time learning how to tell a story. Sell a vision. Market. Build trust.”
Le iniziative imprenditoriali sono rischiose (duh) e NON antifragili — dal fallimento non ci tiri fuori granché, checché ne dicano i guru.
“Un sistema Antifragile non si limita a resistere agli urti, ma trae vantaggio dal caos, migliorando proprio grazie alle difficoltà.”
Un modo per introdurre antifragilità (o quantomeno robustezza) nel percorso imprenditoriale è costruire una qualche forma di personal brand.
Perché dall’annuncio di un fallimento possono nascere opportunità, ruoli, nuove strade.
Un personal brand non ti salva dal fallimento, figuriamoci 😂, ma può:
– renderlo visibile (quindi spendibile)
– generare empatia (quindi opportunità)
– raccontare il tuo approccio (quindi posizionarti)
L’ho sempre pensato. Ma per rispetto di chi ha già fallito tante volte non l’ho mai detto, non mi sento di avere le credenziali. È un tema delicato.
Mi fa piacere che lo dica lucidamente e pubblicamente Jan.