Co-founder @ Scaling Tales | The structured process for your personal brand | Helped 40+ founders, execs, tech leads, Fortune 500 spokespeople & TEDx speakers scale their #1 asset: reputation
Ci hanno venduto l'illusione del creator-founder, ma poi il trend si è invertito. Nel 2021 bastava aprire X (al secolo Twitter) per venire bombardati da frasi assertive e poco contestualizzate tipo:
"Gli influencer saranno i nuovi founder".
"Founders, look for a creator to co-found your next venture".
In quegli anni alcuni creator hanno effettivamente lanciato dei brand, anche importanti: Prime di Logan Paul, Feastables di MrBeast, qui in Italia 4books di Montemagno (per citarne alcuni).
L'idea era il "modello a due teste": un influencer che abbassa il CAC del prodotto/servizio e, accanto, un COO con esperienza, per scalare senza disastri.
Ha funzionato?
In alcuni casi sì. In altri, no. Forse era un Zero Interest Rate Phenomenon e, se oggi apri X, nessun Venture Capitalist ne parla più molto 🤷♂️
Ma nel frattempo è successo qualcos'altro. Alcuni founder, anche B2B, hanno visto un'opportunità e hanno deciso di fare un passo in più:
Diventare loro stessi gli influencer della propria azienda.
Perché hanno capito che poteva essere davvero utile all'azienda e che anche l'influencer, alla fine, era un middle-man.
E ha senso.
Perché se da founder riesci a raggiungere la tua audience:
→ ti porti a casa una parte della distribuzione in modo gratuito
→ non hai bisogno di un influencer come partner
→ controlli meglio il messaggio
Ah, diventi anche difficile da cacciare (eh sì, anche i founder possono essere cacciati).
Ovviamente non è un canale che accendi dall'oggi al domani, ma se il miglior momento per cominciare era nel 2010ish, il secondo miglior momento è il Q2 del 2025. Funziona come con gli alberi 🌳🌲🌴🌳🌲🌴