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C’è una generazione di mega professionisti che sta regalando tutta l’attenzione mediatica a chi sa solo premere “Post”.
È una cosa che mi fa impazzire, perché l'ho vista succedere tante volte. Parliamo di imprenditori, manager, founder, CEO che hanno:
→ +30 anni di esperienza
→ aziende con fatturati >1mln €
→ un network offline potentissimo
→ decine di case studies e storie interessanti
E poi, se gli chiedi: “Perché non sei presente su LinkedIn?”, rispondono con “Ho paura di non esprimermi bene” o “Non so cosa dire”.
Se devono girare video, poi, non ne parliamo.
La cosa mi fa sorridere, perché parliamo di persone che si sono fatte un mazzo tanto nella vita, competono da anni nei settori più difficili, e che sono uscite dalla comfort zone mille volte per arrivare dove sono.
Hanno gestito crisi, stress, probabilmente anche periodi ed emozioni difficili.
E poi hanno timore di scrivere un post su LinkedIn o di registrare una video clip.
Lo capisco. È un blocco psicologico.
Ma quello che ho visto succedere, ogni volta, è che quando capiscono che è solo una barriera mentale, che hanno tutto il necessario per farlo, che hanno già un sacco di cose interessanti da dire, per loro cambia tutto.
Iniziano a scrivere.
Iniziano a fare video.
Ci prendono gusto.
E soprattutto, cominciano ad avere performance 100x rispetto ad alcuni professionisti Gen Z che hanno visibilità semplicemente perché pubblicano contenuti con costanza, anche quando non hanno NIENTE da dire.
Questi mega professionisti stanno lasciando un sacco di carne sul tavolo a gente che come vantaggio ha… solo quello di saper usare bene il cellulare (?)
A volte nemmeno quello, solo meno vergogna.
Una volta che capiscono questo concetto, non li ferma più nessuno.
Ho personalmente affiancato almeno 5 professionisti con queste caratteristiche nel mio lavoro in scalingtales.com, ed è sempre bello esserci quando fanno “lo switch”.